Il Paroliere


In origine si chiama Boggle (in Italia si chiama Paroliere ed è edito dalla Editrice Giochi) ed è stato inventato dallo statunitense Alan Turoff nel 1970. Consiste nel trovare in una griglia di 16 lettere disposte a caso più parole possibile che siano leggibili passando da una lettera all'altra. Le lettere sono segnate sulle facce di 16 dadi che si agitano su una plancia divisa in scomparti con sopra una specie di "cupola" di plastica. Una volta che i dadi trovano una sistemazione negli alloggiamenti parte il tempo e si cercano le parole.

scatola Paroliere

I collegamenti tra lettera e lettera possono essere ortogonali o in diagonale purché adiacenti e ogni lettera non può essere usata più di una volta per la stessa parola. Alla fine del tempo ognuno dice ad alta voce le parole che ha trovato e le parole comuni a due o più giocatori vengono annullate.
In base alla quantità e alla lunghezza delle parole rimaste si ottengono dei punti, che sommati dopo un certo numero di manches dànno il punteggio finale.
I punteggi indicati nel regolamento della confezione sono i seguenti:

 

lettere 4 5 6 7 8 e più
punti 1 2 3 5 11

Nella pratica dei tornei e delle gare il regolamento è stato leggermente variato. Tra le parole accettabili non sono previsti i verbi declinati se non all'infinito e al participio. Non si eliminano le parole in comune (dato il numero dei partecipanti il più delle volte non rimarrebbe niente) e anche i punteggi sono diversi:
 

lettere 5 6 7 8 9 e più
punti 2 3 5 8 12

Inoltre si prevedono delle penalità se si scrivono delle parole non valide o che non si possono formare:
 

lettere 5 o 6 7 o 8 9 e più parola non formabile
punti  -1 -2 -3 -2

In alcuni tornei, poi, si utilizzano sistemi di punteggio più raffinati in modo da eliminare la differenza tra mani "chiuse" (in cui le parole reperibili sono pochissime e quindi le differenze tra i giocatori minime) e le mani "aperte" (in cui si possono trovare molte parole e quindi sono più frequenti distacchi notevoli).

parole valide
Sì  sostantivi
Sì  aggettivi
Sì  verbi all'infinito
Sì  verbi al participio
Sì  verbi al gerundio
Sì  verbi coniugati
Sì  verbi coniugati con prefissi e suffissi 
Sì  avverbi
Sì  congiunzioni, interiezioni, onomatopee, preposizioni, pronomi, ecc.
Sì  sigle (solo se riportate come lemmi)
No  nomi propri e geografici

 

L'Editrice Giochi pubblica anche una versione "maggiore" con venticinque dadi, chiamata "Maxiparoliere", e una variante per bambini: il "Paroliere Junior".
Gioco analogo al Paroliere è il Lexy, edito dalla Mondadori Giochi nel 1983.


il Vocabolario
(note e precisazioni sulle parole valide nei vari giochi)

Indicazioni generali
I vocaboli composti da più parole (es. hard top, abat jour) sono ammessi solo se presenti come lemmi sul dizionario

Sostantivi
I sostantivi si accettano anche al plurale.
Dove espressamente indicato (per esempio nei sostantivi relativi alle professioni) si accetta anche il femminile.
Le parole di origine straniera sono considerate invariabili ove non espressamente indicato diversamente dal vocabolario di riferimento.
I numeri cardinali sono sempre ammessi anche se non presenti sul vocabolario; sono considerati invariabili se non ci sono indicazioni contrarie.
Gli alterati (vezzeggiativi, diminutivi, ecc.) sono ammessi solo se riportati come lemmi, tranne che nel Consonando, in cui sono sempre validi (purché elencati tra quelli attestati all'interno del lemma).

Aggettivi
Gli aggettivi sono validi anche al femminile e al plurale.
Gli aggettivi relativi agli abitanti di città sono ammessi se sono presenti sul vocabolario di riferimento ma anche se si riferiscono a città italiane capoluogo di provincia.
I numeri ordinali sono sempre ammessi anche se non presenti sul vocabolario, purché grammaticalmente corretti.

Verbi all'infinito
Non sono ammessi se fanno da lemma di riferimento a verbi difettivi; per esempio in verbi che esistono "solo alla terza pers. sing." o "solo nella locuz. ..." o simili. Ma questo è un punto controverso all'interno del gruppo, tanto che per il Net Scrabble i verbi all'infinito sono validi sempre in quanto lemmi.
I verbi riflessivi sono accettati col "-si" (per esempio "pettinarsi") solamente se riportati come tali sul dizionario di riferimento (per esempio sullo Zingarelli ci sono "spretarsi" e "sdrogarsi").

Verbi al participio
I verbi al participio presente sono ammessi anche al plurale. I verbi al participio passato sono validi al plurale e al femminile solo se sono transitivi o se hanno "essere" come ausiliare; come ausiliare si considera quello suggerito dal dizionario, in mancanza di indicazione specifica sono validi entrambi.

Verbi coniugati con prefissi e suffissi
Tecnicamente sarebbero "composti con particelle in posizione proclitica o enclitica", per esempio "mangialo" o "mangiandolo".
Tranne che per lo Scarabeo, per cui non ci sono limitazioni, sono accettati solo ai modi infinito, gerundio, imperativo ed esortativo.

Avverbi
Solo nel Consonando sono ammessi gli avverbi derivati dagli aggettivi (-mente) ma solo se riportati espressamente come lemmi o derivati.


Queste regolette sono valide per noi e per le manifestazioni che noi organizziamo. Alcune norme divergono rispetto a quelle di altre manifestazioni; per esempio quelle sui vocaboli formati da più parole, quelle sui numeri, sugli aggettivi relativi agli abitanti di città, ecc. Si tratta comunque di differenze piuttosto marginali.

Il vocabolario di riferimento, che fa testo in ogni controversia, per la nostra Associazione in genere è lo Zingarelli (Zanichelli, Bologna).